Il Garante privacy, il 17 aprile 2026, ha adottato le Linee Guida in materia di utilizzo di tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica.
Cosa sono i tracking pixel
I tracking pixel sono minuscole immagini trasparenti, praticamente invisibili, inserite nei messaggi per rilevarne l’apertura e raccogliere informazioni sui comportamenti degli utenti.
Spesso tali strumenti operano senza che il destinatario ne abbia piena consapevolezza.
Normativa applicabile ai tracking pixel
L’impiego dei tracking pixel rientra nella disciplina prevista dall’articolo 122 del Codice privacy, che regola l’uso di tecnologie capaci di accedere alle informazioni presenti nei dispositivi degli utenti o di monitorarne il comportamento online.
Nei casi ordinari, il loro utilizzo richiede un consenso preventivo, libero, specifico e informato.
Esistono specifiche eccezioni, ad esempio per finalità di sicurezza, per esigenze tecniche strettamente necessarie o per comunicazioni istituzionali e di servizio, nel rispetto dei principi di proporzionalità e minimizzazione dei dati.
Resta l’obbligo di fornire agli utenti un’informativa chiara e trasparente e di garantire modalità semplici per la revoca del consenso, anche in modo selettivo.
Particolare attenzione è richiesta poi per all’adozione di misure di privacy by design e by default, per ridurre il rischio di identificabilità degli utenti e limitare la circolazione dei dati personali.
A chi si rivolgono le Linee guida sui tracking pixel
Le Linee guida si rivolgono ai fornitori di servizi della società dell’informazione, ai soggetti che offrono servizi online accessibili al pubblico, ai provider di posta elettronica, ai gestori di piattaforme per l’invio massivo di email e, più in generale, a tutti i soggetti che utilizzano tracking pixel.
Tempo per adeguarsi
I soggetti interessati dovranno adeguarsi entro sei mesi dalla pubblicazione delle Linee guida in Gazzetta Ufficiale.
Qui il comunicato stampa del Garante privacy del 21 aprile 2026