Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una lettera al presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia per segnalare l’uso improprio, sempre più diffuso, dei sistemi di videosorveglianza nei negozi e sollecitare interventi concreti per prevenirne gli abusi, tutelare la privacy e avviare forme di collaborazione efficaci contro il fenomeno.
Perchè tale comunicazione
La lettera che il Garante privacy ha indirizzato a Confcommercio-Imprese per l’Italia fa seguito alle numerose segnalazioni emerse dai controlli effettuati da Forze dell’ordine, Nucleo tutela privacy della Guardia di Finanza e Polizia locale, che hanno portato a sanzioni, anche di migliaia di euro, nei confronti di esercizi commerciali che utilizzavano sistemi di videosorveglianza non conformi alla normativa privacy.
Sono infatti molte – troppe – le imprese che ancora oggi procedono all’installazione di sistemi di videosorveglianza senza preoccuparsi di cosa comporti la gestione delle immagini trattate tramite tali sistemi.
Le violazioni più frequenti – come evidenziato nella newsletter dell’1 agosto 2025 con cui si segnala l’invio della lettera a Confcommercio-Imprese per l’Italia – hanno riguardato:
- l’assenza di cartelli informativi;
- l’uso di telecamere puntate su aree pubbliche o proprietà altrui;
- registrazioni audio non autorizzate;
- conservazione delle immagini oltre i limiti di tempo consentiti;
- uso delle telecamere per controllare i dipendenti, senza rispettare le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori.
Con la lettera a Confcommercio-Imprese per l’Italia il Garante privacy sollecita interventi concreti per prevenire gli abusi legati all’impiego della videosorveglianza, tutelare la privacy e avviare forme di collaborazione efficaci contro il fenomeno.
Cosa fare per essere in linea con la normativa?
Impiegare un sistema di videosorveglianza per garantire la sicurezza all’interno delle attività commerciali nel pieno rispetto della riservatezza di cittadini e lavoratori senza incorrere in eventuali sanzioni è possibile: occorre conoscere e osservare quanto stabilito dalla normativa di settore.
A tal fine, rappresentano sicuramente utili strumenti:
- le Linee guida 3/2019 del Comitato europeo per la protezione dei dati e
- la pagina tematica dedicata disponibile sul sito del Garante privacy